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PSICOLOGO | PSICOTERAPEUTA

Attivo nella pratica clinica privata e nel coordinamento clinico e supervisione di cooperative sociali e comunità terapeutiche.

Formatore Esperto sia nell'ambito Clinico psicologico che Aziendale Manageriale.

Specializzato in Analisi Transazionale e Gestalt Therapy, utilizzata per la comprensione delle dinamiche relazionali e il benessere e la crescita personale.

PSICOTERAPIA

La psicoterapia è un incontro e come tale è fatto di tutti quegli elementi che sono presenti quando due persone vengono a contatto.

Curiosità, paure, desideri, pensieri magici del tipo:
“adesso finalmente qualcuno mi ascolterà davvero” oppure

idee catastrofiche come “anche lui mi dirà che non c’è niente da fare e sarò definitivamente matto”.
 
Quando una persona entra in terapia vuole parlare di sé e della sua storia con l'intento di risolvere i problemi che lo affliggono, ma questa volta non lo fa da solo o con qualcuno vicino a lui che non riesce a capirlo fino in fondo. In terapia lo fa con qualcuno di nuovo e già questo modifica il suo racconto e la storia stessa.
 
Quando le persone iniziano un percorso di terapia, lo vogliono anche finire e di solito anche in tempi molto brevi.

 

Quindi io come li posso aiutare?
La mia risposta è: riscrivendo le storie insieme a lui.

 

Come? Grazie  alle soluzioni che il paziente è riuscito a vedere per se stesso, col mio aiuto, durante il percorso terapeutico e che prima non vedeva.
 
È qui il valore della terapia: nella stanza della terapia noi riscriviamo la storia di una persona sia nel "PASSATO", in quanto chiudiamo i sospesi che la tengono ancora attiva, sia nel "PRESENTE" perché smettiamo di raccontare allo stesso modo quello che gli succede sia nel "FUTURO" perché riprogettiamo insieme la vita del paziente, dandole la forma dei suoi desideri.

 
 

STORIE

Preconstruction Planning

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Architectural
Modelling

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Construction 
Management

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STORIE DI VITA

“Non so cosa fare, mi     sento insoddisfatto,       tutto non è mai          
  abbastanza”

Molte persone arrivano in terapia con uno stato di cronica e costante insoddisfazione ed è questo sentimento che portano in terapia come l'elemento più logorante. Affermano nelle loro storie: "mi sento insoddisfatto".

Nella loro vita non c’è, a loro modo di vedere una causa specifica, un evento troppo forte per sentirsi autorizzati a sentire disagio. Infatti sono persone che mediamente hanno un lavoro, una casa, degli amici, una relazione, quelli che “non diresti mai che vanno dallo psicologo”.

Quando parenti e amici lo scoprono dicono ”…ma perché devi parlare con uno sconosciuto che devi pure pagare, non ti basto io?”.

Le storie di queste persone raccontano invece il forte e direi, moderno, senso di sentirsi al confine della sopravvivenza. Tutti i giorni hanno l’idea di trascinarsi verso un'altra vacanza, verso un altro momento scandito del calendario senza sentirsi al comando della loro vita. Nulla li soddisfa appieno, nulla da loro la gioia di vivere.

Insieme nel rapporto terapeutico troviamo le radici di questo pilota automatico che hanno inserito e che spesso è collocato nel basso senso di autostima e la paura di uscire allo scoperto. Riprendiamo insieme il percorso per uscire da un copione già scritto da qualcun altro per cui dovevo diventare un dottore, un avvocato, dovevo sposarmi, ecc…

È così che riprendono il comando della loro vita, è così che la disegnano con i colori preferiti e sentono di appartenere a ciò che hanno scelto.

“Mi sento
  sempre in ansia”

L’ansia, attacco di panico è il sintomo oggi più diffuso che segnala un allarme sul proprio modo di vivere la vita.

 

Molte persone arrivano in terapia trafelate, nervose, parlando velocemente e muovendosi a scatti. Portano una valigia piena di paure e preoccupazioni che non riescono e non vogliono aprire per paura di non saper poi rimettere tutto dentro e venirne travolti.

Il rapporto terapeutico è quel luogo sicuro in cui progressivamente riusciamo a trovare delle strategie per calmare questa agitazione.

 

Nel frattempo si fa uscire un tema alla volta, si affrontano quei problemi che mandano il paziente nel panico e che adesso non gli sembrano più così giganteschi e minacciosi perché possiede i giusti strumenti per poterli guardare in faccia e affrontarli.

Pian piano valigia si svuota, alcune cose le si rimette dentro trovando un posto giusto, altre non servono e le si lascia andare via, altre trovano finalmente la luce perché erano in fondo e scalciavano per farsi notare.

 

In questo modo, come terapeuta offro al paziente i giusti strumenti per affrontare quelle questioni quotidiane stressanti e Il paziente, affrontando in terapia le proprie ansie, sarà poi in grado di risolverle anche nella propria vita quotidiana.

 

Solo così si può riprendere il comando della propria vita.

“Non riesco ad avere    
  una relazione stabile  
  in cui sentirmi amato”

Molte persone soffrono per amore. Spesso il concetto di Amore si sovrappone alla persona amata e non la si riesce a vedere per quella che è.

 

Iniziano qui le incomprensioni, i bisogni che non si incontrano per cui una persona vorrebbe sposarsi ma l’altra non si sente pronta, una vorrebbe un figlio ma l’altro non lo si ritiene un buon genitore e per via del fatto che si è in tappe diverse le strade si dividono.

Spesso il disagio è legato alla difficoltà di avere dall’altro quello che vorremmo. Maggiore ascolto, dedizione, attenzione, sesso.

 

Nei racconti di queste storie emerge come ci si trascini in relazioni in cui, nella pretesa di avere dall'altro determinati comportamenti, si è continuamente frustrati 

Da dove nasce il disagio?

Dal fatto che non ci si accorge di essere dentro queste pretese e il partner continua ad essere vissuto come l’artefice della nostra delusione e insoddisfazione:

"voglio uno uomo/donna fatta così”, “se potessi fare un puzzle delle persone con cui sono stato avrei la donna perfetta”.

 

Nella terapia scopriamo il sentimento di amore legato alla particolare relazione con il partner. Si esce quindi da un’idea di pretesa di perfezione andando verso una realtà che può apparire meno bella ma sicuramente più appagante perché all'insegna dell’accettazione propria e altrui.

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